Fare teatro “alle medie” non è una faccenda tanto diversa. Gli ingredienti sono sempre gli stessi, il linguaggio si adatta per incontrare la sensibilità dei ragazzi nel pieno della loro trasformazione, dopodiché tutto ciò che serve e… tenersi forte.
Sì, perché tra i 12 e i 14 anni le emozioni esplodono oppure implodono, e mentre c’è chi ha bisogno di riconoscerle e imbrigliarle, c’è anche chi non riesce a esternarle e a volte nemmeno a nominarle.
Fare teatro alle medie significa immergersi in un mare emotivo molto intenso, ed è compito dell’educatore teatrale mostrare ai ragazzi e alle ragazze che qui non si annega, ma che invece ci si può divertire.
Il “teatro medie”, quindi, è un affare molto divertente.
Possiamo affrontare qualunque storia o tematica proposta dai professori, ma si finirà sempre per trovare un taglio ironico, per imparare attraverso la parodia, per connetterci gli uni agli altri tramite la risata.
In tutti questi anni di laboratori teatrali alle medie, ho imparato che non c’è nulla di più potente dell’umorismo per forgiare un legame profondo con i miei allievi.
Trasmettendo così sottopelle una lezione fondamentale: affrontare la vita con una risata sulle labbra ci aiuta a superare ogni ostacolo. Sorridere davanti ai nostri errori. Ridere, anziché de-ridere. Una doccia di endorfine. Se alla fine del tunnel della preadolescenza inizia quello dell’adolescenza, ancora più buio, noi lo illuminiamo così.
I laboratori teatrali per la scuola secondaria di primo grado prevedono percorsi di 10 o 15 incontri, da un’ora oppure un’ora e mezza, in orario scolastico.
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